Traggo dal sito Cybersecurity360, un’interessante applicazione della logica aristotelico-medievale agli scenari di crisi e al pensiero digitale.
Il sillogismo classico, infatti, è la base della dimostrazione logica che è anche la prima forma di sicurezza. Ecco perché la logica operativa nella protezione digitale si concentra sul sillogismo disgiuntivo, l’architettura del pensiero digitale, l’anello di congiunzione tra il pensiero umano e la logica booleana, con cui si entra nel territorio del ragionamento per esclusione.
Indice
La logica operativa nella protezione digitale è focalizzata sul sillogismo disgiuntivo ovvero il ragionamento che parte da una serie di alternative.
Escludendo progressivamente quelle false, giunge a una verità necessaria.
Dalle indagini penali alla gestione dei data breach, il metodo dell’esclusione è il cuore di ogni processo decisionale in condizioni di incertezza. Non solo.
Questo stesso schema logico è anche alla base del funzionamento dei sistemi digitali. È il principio che anima la logica booleana, il linguaggio delle macchine.
Ecco come dietro la semplicità apparente (“se non è questo, allora è quello”), si nasconde una potenza strategica formidabile, capace di unire il pensiero umano al calcolo algoritmico.


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