Archive for Aprile, 2026

30 Aprile, 2026

Maria Montessori

by gabriella
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Maria Montessori (1870 – 1952)

Il profilo di una donna di scienza in un mondo maschile e di una grande innovatrice della pedagogia novecentesca.

Indice

1. Una donna tra gli uomini
2. Dalla psicologia misuratrice alla pedagogia
3. Una scuola nuova come condizione della pedagogia scientifica
4. La concezione educativa

4.1 Il nuovo profilo psicologico dell’infanzia liberata
4.2 Il bambino «spezzato» e il processo di normalizzazione
4.3 Lo sviluppo fisico e psicologico dell’«embrione spirituale»

                     4.3.1  Dalla mente assorbente alla mente cosciente

5. Il metodo

5.1 La «casa»
5.2 Il materiale didattico
5.3 La maestra «umile»

 

1. Una donna tra gli uomini

La biografia di Maria Montessori è quella di una precorritrice delle scelte di emancipazione e affermazione femminile.

Nata a Chiaravalle (AN) nel 1870 coltiva interessi scientifici e si iscrive, con un certo scalpore, alla Facoltà di Medicina dell’Università di Roma, dove si laurea nel 1896, divenendo la prima e unica italiana ad esercitare la professione medica. L’anno dopo diviene assistente alla Clinica psichiatrica della stessa università.

Sempre nel 1896 rappresenta l’Italia al Congresso del movimento femminista, che si tiene a Berlino, intervenendo sul tema dei diritti politici e sociali delle donne.

L’anno successivo prende parte al Congresso nazionale di medicina, che si tiene a Torino, approfittandone per richiamare l’attenzione sull’assistenza dovuta ai bambini anormali.

Nel 1898 partecipa al primo Congresso pedagogico italiano, dove espone i risultati del suo lavoro presso la Clinica psichiatrica romana. La sua tesi, sostenuta con forza e confortata dai dati sperimentali del suo lavoro, è che il soggetto anormale richiede un intervento che sia prevalentemente educativo e non medico, tale da perseguire come scopo non solo la «cura» e l’«assistenza», ma la modificazione complessiva della sua personalità.

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30 Aprile, 2026

John Dewey, Il mio credo pedagogico. Testo commentato

by gabriella

Pubblicato a New York nel 1897 [la traduzione italiana esce nel 1913], Il mio credo pedagogico espone, nella forma di un atto di fede i principi dell’“educazione progressiva”, sperimentata dall’anno precedente nella scuola-laboratorio che Dewey aveva fondato presso l’Università di Chicago.

Nei cinque articoli di cui è composto il testo, l’autore illustra le tesi fondamentali di questo nuovo indirizzo dell’educazione moderna che saranno, da questo momento, il manifesto del movimento della scuola attiva.

Il testo è tratto da John Dewey, Il mio credo pedagogico. Antologia di scritti sull’educazione [a cura di Lamberto Borghi], Firenze, La Nuova Italia, 1952, pp. 3-31], il commento è mio.

 

Articolo I. Cos’è l’educazione

ogni educazione deriva dalla partecipazione dell’individuo alla coscienza sociale della specie. Questo processo inizia inconsapevolmente quasi dalla nascita e plasma continuamente le facoltà dell’individuo [..] mediante questa educazione inconsapevole, l’individuo giunge a condividere le risorse intellettuali e morali che l’umanità è riuscita ad accumulare.

  • L’educazione è il processo di conquista da parte dei giovani delle capacità e delle conoscenze degli adulti dei quali ripropone le sfide: è una socializzazione e uno sviluppo di facoltà
  • Con l’educazione il giovane partecipa della vita della sua comunità e vi si inserisce in modo attivo

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25 Aprile, 2026

La Resistenza italiana

by gabriella

Ezio Giaccone, 26 anni, ucciso dai fascisti a Bologna nella battaglia dell’Università il 20 ottobre 1944

La guerra di liberazione italiana dal fascismo e dall’occupante nazista nasce dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 e si conclude con le giornate dal 19 al 25 aprile 1945 nelle quali i partigiani proclamano l’insurrezione generale, liberando città, occupando fabbriche, prefetture, caserme, spesso entrando prima degli “alleati” nelle città presidiate da fascisti e tedeschi.

È stato un vasto fenomeno di ribellione popolare che ha unito persone di diversa estrazione sociale, ruolo, orientamento politico.

Resistettero reparti del regio esercito – dalla Divisione Aqui a Cefalonia ai 650.000 militari (IMI) che, fatti prigionieri dai tedeschi, preferirono la deportazione nei campi di sterminio all’adesione al fascismo e alla collaborazione con la Repubblica di Salò (morirono in 400.000) – disertarono e presero la via della montagna o difesero armati le cittàattaccando reparti tedeschi o carceri e questure fasciste – studenti, operai, maestri.

Morirono in cinquantamila, 81 anni fa.

Indice

1. Storia della Resistenza

1.1 La fame, la guerra, la fabbrica. Cultura popolare e antifascismo nel 1943
1.2 Gli eventi dal 19 al 30 aprile 1945

 

2. I partigiani

2.1 Storie e testimonianze dei partigiani di montagna
2.2 Le lettere dei condannati a morte della Resistenza

2.2.1 Ultima lettera di Luigi Rasario, da “Tra un’ora la nostra sorte”

2.3 Mirka e le altre
2.4 Zerocalcare, A Giovanni Prono, partigiano
2.5 I GAP e Via Rasella 
2.6 Italo Calvino, Oltre il ponte
2.7 IMI, la storia dei militari italiani internati nei lager nazisti
2.8 L’internamento degli ex-partigiani negli Ospedali Psichiatrici Giudiziari

 

3. I caduti della Resistenza

3.1 Il massacro della Benedicta

 

4. Le stragi, la deportazione, i lager

4.1 I quindici di Piazzale Loreto
4.2 La Risiera di San Sabba. Lettera di Pino Robusti alla fidanzata
4.3 Le stragi nazifasciste

4.3.1 Umbria: 479 vittime in 181 stragi

4.4 I fascisti perugini nel 44

 

5. La liberazione

5.1 Adriano Prosperi, La mia liberazione
5.2 La differenza tra libertà e liberazione

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1. Storia della Resistenza

1.1 La fame, la guerra, la fabbrica. Cultura popolare e antifascismo nel 1943

Quando l’ingiustizia diventa legge,
la resistenza diventa dovere.

Bertold Brech

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13 Aprile, 2026

Dewey

by gabriella
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John Dewey (1859 – 1952)

John Dewey (1859-1952) è il massimo esponente del pragmatismo americano e il pensatore che più d’ogni altro esprime le ragioni profonde, educative e sociopolitiche, dell’attivismo pedagogico del primo Novecento.

«Il futuro è legato al diffondersi dell’atteggiamento scientifico. È questa l’unica garanzia contro uno sviamento su vasta scala per opera della propaganda. Ancor più importante, è l’unico modo per assicurare la possibilità di una pubblica opinione abbastanza intelligente per affrontare i presenti problemi sociali».

J. Dewey, Libertà e cultura

Indice

1. La scuola progressiva
     1.1 Non solo scuola attiva, ma una scuola strumento di progresso sociale
1.2 Scuola attiva e scuola progressiva
1.3 Il lavoro oltre il learning by doing

 

2. I fondamenti teorici

2.1 Unitarietà del reale e strumentalismo logico
2.2 L’esperienza e l’interazione individuo-ambiente
2.3 Esperienza e pensiero
2.4 L’origine del pensiero
2.5 Educazione ed autoeducazione

 

1. La scuola progressiva

Nato a Burlington, nel piccolo Stato del Vermont, Dewey risente in particolare delle influenze del pragmatismo di William James, una filosofia che ha come proprio oggetto di riflessione l’esperienza e il processo di interazione tra l’individuo e l’ambiente.

Dietro di essa si può intravedere l’evoluzionismo di Darwin che, come è noto, ha posto l’interazione individuo-ambiente alla base dei processi di adattamento coi quali l’umanità si è evoluta nel tempo.

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13 Aprile, 2026

Onlife Pass. Patentino digitale

by gabriella

Educazione digitale: l’attività scelta per i moduli di Educazione civica in 2J.

1. Hate Speech, Netiquette

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8 Aprile, 2026

La paideia filosofica, Socrate. Il sapere rende liberi

by gabriella

Socrate rappresenta l’atteggiamento filosofico più rigoroso di critica della tradizione e di rifiuto della credenza identificati con l’ignoranza delle ragioni per cui l’opinione si è formata in noi.

La sua insistenza sulla ricerca e sul domandare centrano la filosofia su quel lavoro etico e conoscitivo che chiamò dialettica, dopo averne rovesciato il significato sofista. Se la dialettica sofista era infatti l’arte di vincere un duello verbale, quella socratica è piuttosto il combattimento contro tutto ciò che in noi e nella vita in società è assunto senza intelligenza e senza esame per effetto dell’educazione e dell’influenza.


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