Archive for ‘Storia e arte di Perugia’

22 Gennaio, 2026

Il Sillogismo dell’ombrello

by gabriella

 Gennaio: La causa e l’effetto

  • Premessa 1: Se piove, allora porto l’ombrello.

  • Premessa 2: Oggi porto l’ombrello.

  • Conclusione: Quindi, oggi piove.

Vero o falso? C’è un errore? Perché non è detto che piova?

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13 Gennaio, 2026

Dalla Quinta rivoluzione industriale all’istruzione. Il Welfare

by gabriella

La quinta rivoluzione industriale, legata all’avvento dell’intelligenza artificiale generativa dei LLM’s Large Linguistic Models, è stata definita l’era della cooperazione uomo macchina.

Su quali basi avverrà questa cooperazione? E chi, quali soggetti sapranno cogliere queste opportunità? Quali società saranno ridisegnate? Come verranno rimodellate?

Il ruolo dell’Istruzione e del Welfare.

11 Dicembre, 2025

Capire la guerra

by gabriella

Silvano Cacciari, antropologo dell’Università di Firenze, ha appena pubblicato Guerra. Per una nuova antropologia politica.

Il testo esamina in sette capitoli (narrazioni, kill chain e tecnologie della guerra, social media, discorsi politici, fine dell’Università) tutto ciò che oggi produce la guerra, cambiando per sempre le nostre società, trasportandoci in un mondo in cui persino ciò che per secoli è stato il suo contrario, la politica, oggi non ne è l’antidoto ma la continuazione della guerra con altri mezzi.

Di seguito il testo di un’intervista nella quale risponde alle domande un gruppo di lettori del volume appena uscito.

Ė uscito Guerra. Per una nuova antropologia politica,

Per l’occasione, ecco una sintesi di domande fatte dai lettori del libro precedente, La finanza è guerra, e di estratti significativi di Guerra.

Ne è uscita un’intervista sugli scenari aperti dal nuovo testo e una di approfondimento dei concetti che rendono pensabile un mondo in cui la politica è diventata la continuazione della guerra ibrida con altri mezzi.

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19 Novembre, 2025

L’identitarismo neotribale e il caso Sinner

by gabriella

Un articolo di Marco Aime fa il punto sull’identitarismo neotribale che reagisce a sfide e contraddizioni della globalizzazione.

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1 Ottobre, 2025

L’apprendimento scolastico

by gabriella

Testo sintetico con mappe e schemi della lezione su tuto ciò che influenza, favorendolo o ostacolandolo, l’apprendimento scolastico.

ragazza studiosaNegli ambienti d’apprendimento, come la scuola, si impara in molti modi diversi.

Aspetti consapevoli ed inconsci entrano in gioco nella motivazione, nell’attenzione, nelle convinzioni limitanti, nel rinforzo e in una serie di vincoli e condizionamenti che agiscono attraverso la didattica, la relazione docente-allievo e il clima di classe.

 

Indice

1. La motivazione ad apprendere

1.1 Le lavagne vuote di Skinner e la motivazione «estrinseca»
1.2 Il disequilibrio cognitivo di Bruner e la motivazione «intrinseca»
1.3 L’autorealizzazione di Maslow

      1.3.1 Il desiderio innato di conoscere e la gerarchia dei bisogni
     1.3.2 Il paradosso della motivazione: la Legge di Matteo

1.4 La motivazione non è una premessa ma un risultato (non solo individuale, ma del sistema)

              1.4.2.1 Il modello svedese
1.4.2.2 Le differenze storiche tra i sistemi educativi svedese e italiano e i punti forza di quello italiano

 

2. L’analisi dei livelli di aspirazione

2.1 Lo studio di Ferdinand Hoppe su come costruiamo i nostri obiettivi

2.1.1 Susan Harter e il principio di sfida ottimale


2.2
La motivazione al successo e i motivi di chi teme l’insuccesso

 

3. L’apprendimento negli ambienti d’apprendimento

3.1 L’apprendimento scolastico
3.2 Le difficoltà e i disturbi di apprendimento

 

4. Il clima di classe e la relazione docente-allievo

      4.1 La paura di sbagliare e l’impotenza appresa
      4.2 L’effetto Pigmalione

5. I diversi tipi d’apprendimento

5.1 Intelligenza operativa e intelligenza riflessiva

 

1. La motivazione ad apprendere

Il primo fattore ad influenzare la qualità e la velocità dell’apprendimento è la motivazione, cioè la spinta emotiva, il desiderio di studiare e l’interesse per le discipline scolastiche.

La psicologia ha interpretato la motivazione in modo differente.

Per i comportamentisti e per i cognitivisti essa è essenzialmente un fatto interno all’individuo, una disposizione psicologica, che nasce però in modo diverso.

 

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24 Settembre, 2025

Il ruolo delle esperienze nello sviluppo del cervello

by gabriella

Gli esperimenti di Webb e Rosenzweig

Per quanto noi veniamo al mondo con un cervello e delle capacità che sono state in parte predeterminate dai nostri geni, la natura dell’ambiente in cui cresciamo produce un impatto profondo e a lunga durata. A livello intuitivo sembra ovvio che è meglio allevare un bambino in un ambiente ricco di molti stimoli, esperienze e cose da fare e, dagli studi sugli animali emergono prove più che convincenti che cervello e comportamento si sviluppano in misura maggiore in un simile ambiente.

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1942: Il primo esperimento su apprendimento e ambiente

Il primo ad esaminare questi effetti è stato Donald Webb (1942), alla McGill University. Webb allevò alcuni ratti di laboratorio in un ambiente ricco di stimoli — la sua casa. Dopo averli presi da piccoli, li fece crescere come animali domestici. Una volta cresciuti, li portò in laboratorio e li sottopose al test che misura le capacità di imparare il percorso di un labirinto. Questi ratti ottennero risultati molto migliori rispetto ai fratelli.

All’Università di Berkeley (California), Mark Rosenzweig e David Krech (Rosenzweig, Krech, Bennett e Diamond, 1962) allestirono un ambiente ricco di stimoli per alcuni ratti e li allevarono in gruppi sociali.

I soggetti del gruppo di controllo (fratelli e sorelle dei ratti “ricchi”) venivano allevati individualmente in gabbie da laboratorio standard (ratti “poveri”) o in gruppi sociali in gabbie da laboratorio più grandi (ratti poveri di relazioni sociali). A tutti e tre i gruppi — ratti ricchi, ratti poveri e ratti poveri di relazioni sociali — vennero forniti tutto il cibo e l’acqua di cui avevano bisogno e furono tenuti puliti.

Rosenzweig e i suoi colleghi misurarono molte caratteristiche del cervello, soprattutto la corteccia cerebrale, e valutarono anche le capacità comportamentali dei ratti, i risultati furono molto chiari. Quasi tutte le misurazioni raccolte dimostrarono che vi era stato un incremento nello sviluppo del cervello nei ratti ricchi rispetto a quelli poveri.

I ratti poveri di relazioni sociali generalmente si collocavano in una posizione intermedia. In realtà, gli effetti prodotti dalle esperienze precoci risultano già evidenti pesando il cervello: i ratti ricchi avevano un cervello più pesante di quelli poveri; inoltre eseguivano con maggiore precisione molti compiti di apprendimento in laboratorio.

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Aumento della complessità dendritica con la stimolazione ambientale

William Greenough e M. K. Floeter (Floeter e Greenough, 1979) della University of Illinois hanno registrato gli effetti dell’esperienza sullo sviluppo del cervello nelle scimmie.

Un gruppo di scimmie venne allevato in gabbie individuali quasi subito dopo la nascita, mentre un altro gruppo viveva in gabbie analoghe, ma poteva giocare con altre scimmie ogni giorno.

Un terzo gruppo venne allevato insieme ad altre scimmie di tutte le età in due stanze comunicanti attrezzate con materiali e strutture per giocare. I neuroni più importanti del cervelletto — le cellule di Purkinje — presentavano una complessità dendritica significativamente maggiore nelle scimmie ricche rispetto a quelle povere o deprivate di relazioni sociali.

Per riassumere, l’esperienza esercita effetti importanti sulla crescita dei processi neuronali e sulla formazione delle sinapsi nel cervello, soprattutto nelle prime fasi dello sviluppo. La formazione delle sinapsi è molto più sensibile ai fattori ambientali di quanto si pensasse in precedenza. Sembra che le sinapsi si formino e scompaiano nel corso di qualche ora o di qualche giorno e questo può accadere durante tutto l’arco della vita.

2 Aprile, 2025

2. Perugia etrusca

by gabriella

Perugia al crocevia umbro-etrusco

Indice

1. La fondazione umbro-etrusca
2. La civiltà etrusca
3.
Le mura etrusche
3. La distruzione e riedificazione romane della città

 

 

1. La fondazione umbro-etrusca

Le prime tracce di insediamenti sui Colli Landone e del Sole, dove sarebbe sorta successivamente la città, risalgono all’XI-X secolo a.C., con la presenza di villaggi villanoviani.

Non è chiaro, quindi, se gli etruschi siano subentrati agli umbri nel possesso del territorio. Perugia, infatti, era al crocevia tra le città etrusche (a nord e ad Ovest) e gli insediamenti Umbri (ad Est).

A partire dall’VIII secolo a.C., furono però, gli Etruschi, a stabilirsi sulla sommità del colle Landone e nella seconda metà del VI sec. a. C., la città etrusca, già prospera, divenne una delle 12 lucumonie della confederazione etrusca.

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1 Aprile, 2025

1. La leggenda fondativa di Perugia

by gabriella

Una introduzione visiva alla storia, all’arte e alle leggende intorno alle origini della città di Perugia.

Prima tappa di una visita alla città dal taglio antropologico: le origini umbre ed etrusche, il perimetro dell’insediamento antico e l’identità originaria nella leggenda fondativa.

Percorso:

1. Fontana Maggiore: il Colle Landone, il nome della città, la fondazione, la leggenda fondativa (p.za IV Novembre)
2. Le mura etrusche: l’Arco del Giglio, l’Arco Etrusco (Via Bontempi, Via Pinturicchio, P.za Fortebraccio)
3. La città vista dall’alto: la Torre degli Sciri (Via Battisti, Via della Stella, Via de’ Priori)
4. Porta Trasimena
5. Perimetro murario antico del Pincetto
6. Porta San Giacomo – Eburnea
7. Porta Marzia (Via del Parione, V.le Indipendenza)
8. Porta Corgna (Scalette Sant’Ercolano)

Si bene prospicicias, mira videre potes
Se osservi attentamente, puoi vedere cose meravigliose

 

Indice
1.
Perugia dall’alto. ≠MiraViderePotes
2. L’origine del nome
3. La leggenda fondativa

3.1 Le origini mitiche attribuite agli Achei, agli Umbri, ai Lidi
3.2 La leggenda del fondatore troiano Euliste
3.3 La leggenda della ricostruzione, dopo Totila, dei re di Persia e Russia
3.4 La revisione fiorentina della leggenda fondativa

 

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14 Marzo, 2025

3. Conoscere Perugia attraverso la Galleria Nazionale dell’Umbria

by gabriella

Piero della Francesca, Polittico di Sant’Antonio (1460-70) – Galleria Nazionale dell’Umbria

La seconda tappa della formazione per docenti Percorsi storico-artistici nella città di Perugia, ha toccato la Galleria Nazionale dell’Umbria.

Il percorso comincia tra Duecento e Trecento, tra la magnificenza degli affreschi di Benedetto Bonfigli nella cappella dei Priori e la Madonna con Bambino di Duccio di Buoninsegna.

Prosegue con il tardogotico perugino di Gentile da Fabriano e si inoltra tra i capolavori di esponenti del Rinascimento come Beato Angelico, Benozzo Gozzoli, Piero della Francesca, Bartolomeo Caporali, Pinturicchio e Perugino.

Cara ai perugini che la chiamano col vecchio nome di Pinacoteca, la Galleria Nazionale dell’Umbria, è stata aperta al pubblico nel 1878, appunto come Regia Pinacoteca, quando si separò dall’Accademia di Belle Arti.

Il primo nucleo della collezione esposta a Palazzo de’ Priori viene, infatti, dal patrimonio dell’Accademia che aveva sede a Palazzo Murena e nella quale, in epoca napoleonica, erano confluite le opere delle congregazioni religiose soppresse.

Beato Angelico, Polittico Guidalotti (1447-9 ca)

Là, gli studenti potevano studiare le opere provenienti dalle requisizioni, tra le quali il Polittico di Piero della Francesca, la Pala dei Guidalotti di Beato Angelico e la Pala di Santa Maria de’ Fossi di Pinturicchio.

Pinturicchio, Santa Maria dei Fossi (1496-98)

La successiva requisizione del patrimonio ecclesiastico, avvenne  con l’unità d’Italia del 1860, ma il patrimonio dell’Accademia continuò ad ingrandirsi anche negli anni successivi rendendo necessario il trasferimento nei nuovi spazi espositivi di Palazzo de’ Priori (1879).

 

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