
Antonella Bellutti, medaglia d’oro ai Giochi Olimpici di Atlanta 1996 e Sydney 2000, nonché PhD in Matematica ad Oxford
La specie umana non è binaria, esordisce Antonella Berrutti su Domani del 1 settembre 2025 nel presentare la nuova caduta di una cultura sportiva non all’altezza del sapere contemporaneo.
La scienza ci invita a riflettere. La cultura sportiva deve abbandonare semplificazioni irrispettose della diversità umana e le soluzioni reazionarie in cui cerca riparo dalle sfide del futuro.
Dopo la decisione di sottoporre a test genetici le atlete accadrà, prevede la campionessa e scienziata, che si tornerà in tribunale per difendere altre donne ridotte a corpi che avranno vissuto il calvario dello stigma e dell’umiliazione.
Finora, le atlete che hanno vinto, e pure quelle che hanno perso, lo hanno fatto in un contesto agonistico costruito su una netta separazione tra maschile e femminile: anche i tentativi di squadre miste non mettono in discussione la fondamentale dicotomia del modello sportivo, tuttalpiù l’adattano. Ma cosa succede se, però, la scienza ci dice che la specie umana esattamente divisibile in due non è?




Cosa c’è di scandaloso se un bambino vuole mettersi un vestito da femmina? 




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