Posts tagged ‘parola’

27 Agosto, 2025

Federico Quaranta, La parola

by gabriella

Umanità e linguaggio. Una riflessione di Federico Quaranta sul significato della mediazione linguistica.

“...La parola collega la traccia visibile alla cosa invisibile, alla cosa assente, alla cosa desiderata o temuta
come un fragile ponte di fortuna gettato nel vuoto.
Per questo il giusto uso del linguaggio per me è quello che permette di avvicinarsi alle cose (presenti o assenti)
con discrezione e attenzione e cautela, col rispetto di ciò che le cose (presenti o assenti) comunicano senza parole

Italo Calvino, Lezioni Americane (1985/1988)

La violenza non nasce solo dalla rabbia: nasce dal vuoto.
Dal silenzio che scava dentro quando la lingua muore.
Perché le parole non sono mai innocue: sono argini.
Se crollano gli argini, il fiume esonda.
Il trapasso lessicale, è il preludio alla rissa.
Quando il linguaggio si riduce a slogan, a faccine, a grida,
la realtà resta senza nome, e ciò che non si sa fa paura.
Chi non possiede parole, non possiede mediazioni. Andrea Caterini diceva: “quando le parole si atrofizzano i pugni si allenano,
l’ingiuria diventa vocabolario, il fendente, sintassi”.
Un popolo che perde la semantica perde anche la possibilità di capirsi.
Si passa dall’arte del dialogo a quella della percossa,
dalla dialettica alla rissa, dalla polis alla tribù.
La violenza è l’ombra del discorso mutilato:
più si impoverisce il linguaggio, più si arricchiscono le armerie.

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9 Settembre, 2013

Julia Kristeva, La fine del peccato

by gabriella

Julia_KristevaUn’intervsista a Julia Kristeva sul declino della norma e il significato psicologico del limite .

Mentre varco il portone della casa parigina di Julia Kristeva, il pensiero subito va alla femminista ultrabattagliera, alla giovane redattrice della rivista davanguardia Tel Quel, alla inquieta psicanalista e studiosa di semiotica amica di Foucault, Barthes, Derrida… E poi mi trovo di fronte una bella signora settantenne che, senza rinnegare affatto quei trascorsi, sta percorrendo itinerari che si sono arricchiti di nuove sfumature.

La nostra eredità culturale è doppia. Da un lato il cristianesimo, dallaltro lilluminismo, rottura irreversibile della civilizzazione europea. Tanto più qui in Francia: patria della rivoluzione francese e dei diritti delluomo. Nel momento in cui la nozione di peccato perde senso per la parte secolarizzata della popolazione, resta la grande preoccupazione sul significato delletica laica. Ebene lo dimostra il dilemma dellattuale governo francese, che si chiede se sia giusto insegnare una morale laica o propendere piuttosto per un insegnamento laico della morale. Perché un sistema di regole preconfezionato che vada bene per tutti ormai è impensabile. Si tratta allora di riconoscere la specificità della vita interiore di ciascuno e conseguentemente trovare la versione singolare, personale, di tali regole.

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