Tratto da Repubblica del 31 agosto 2025.
Si parla tanto della necessità di una scuola più difficile, come sinonimo di una scuola di qualità.
La scuola facile, si dice, penalizza soprattutto le persone più svantaggiate che avranno, se lo avranno, un diploma di serie B. Lo dicono intellettuali di destra ma anche di sinistra, lo dicono personalità politiche, docenti universitari. Lo dicono, spesso, nascondendosi dietro il fatto che già l’aveva detto Antonio Gramsci che è entrato (suo malgrado) nel Pantheon di tutti, evidentemente.
E quando si cerca di capire cosa si intenda per scuola difficile la risposta è quella più ovvia: maggiore durezza nelle valutazioni, più compiti a casa, più selezione, più bocciature.
Del resto, è la vita stessa che lo chiede: non è un pranzo di gala, occorre impararlo presto, fin dai banchi di scuola.


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