
Zhuangzhuang
Il piccolo Zhuangzhuang è un elefantino nato nel parco zoologico di Rongcheng, il cui pianto disperato dopo essere stato rifiutato dalla madre, ha fatto il giro del web.
Appena nato era stato calpestato volontariamente dalla madre e, riavvicinato a lei una seconda volta dai custodi che temevano si fosse trattato di un incidente, era rimasto ferito gravemente dal suo secondo attacco.
Avolto in una coperta da uno dei custodi, aveva pianto per ore.
Quel pianto aveva mosso il cuore di quel custode che cominciò a nutrirlo col biberon e a curarlo con tenerezza ad ogni risveglio
Grazie a quel legame, Zhuangzhuang non solo sopravvisse, ma imparò anche che il vero amore non nasce sempre dal sangue, ma da chi sceglie di restarti accanto quando ne hai più bisogno.
Il salvataggio del cucciolo di Leone marino
Le cure parentali degli elefanti marini sono totalmente delegate alle femmine proprio perché, per la natura poliginica e territoriale della riproduzione, il maschio necessita di impiegare tutte le proprie energie nel monitoraggio dell’harem, nei numerosissimi accoppiamenti, negli scontri fisici con altri maschi e nella scorta delle femmine dalla spiaggia all’acqua e viceversa, per evitare che siano avvicinate da competitori.
In questo periodo non possono permettersi nemmeno di nutrirsi e possono digiunare per mesi, affidandosi alle sole scorte lipidiche in corpo (con conseguenti perdite di peso davvero drastiche).




Questi comportamenti emotivi sono istintivi: l’attacco e la fuga compaiono ogni volta che la sopravvivenza è messa in pericolo. Nel cervello dei rettili, infatti, gli stimoli sensoriali attivano immediatamente i centri di risposta dell’aggressività siti nel tronco encefalico, ciò che rende automatiche e molto veloci le risposte emotive, aumentando le possibilità di sopravvivenza degli individui. Lo stesso accade nel pettirosso. 



In altre parole,
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