Il discorso sul giudizio di Louis XVI pronunciato da Robespierre alla Convenzione il 3 dicembre 1792, è uno dei capolavori dell’oratoria politica di tutti i tempi. L’originale francese è in coda alla traduzione italiana. Segue quello di Saint-Just del 13 novembre [non tradotto].
Que cet événement mémorable soit consacré par un monument destiné à nourrir dans le coeur des peuples le sentiment de leurs droits et l’horreur des tyrans ; et, dans l’âme des tyrans, la terreur salutaire de la justice du peuple.
Maximilien Robespierre
Cittadini,
L’assemblea è stata condotta a sua insaputa lontano dalla vera questione. Qui non c’è affatto un processo da fare. Luigi non è affatto un accusato. Voi non siete dei giudici. Voi non siete, non potete che essere degli uomini di stato e i rappresentanti della nazione. Non avete affatto una sentenza da dare per o contro un uomo, ma una misura di salute pubblica da prendere, un atto di previdenza nazionale da esercitare.
Un re detronizzato, nella repubblica non è buono che a due scopi: o a turbare la tranquillità dello stato e a spezzarne la libertà o a fare l’una e l’altra insieme. Ora, io sostengo che la caratteristica che ha preso fin qui la vostra deliberazione, va direttamente contro lo scopo. In effetti, qual è la decisione che la sana politica prescrive per cementare la repubblica nascente? E’ di incidere profondamente nei cuori il disprezzo della monarchia e di impressionare tutti i partigiani del re.
Pertanto, presentare a tutto il mondo il suo delitto come un problema, fare della sua causa l’oggetto della discussione più impegnativa, più sacra, più difficile alla quale possano accingersi i rappresentanti dei popolo francese, mettere una distanza incommensurabile fra il ricordo di ciò che egli fu e la semplice dignità di un cittadino, significa precisamente aver trovato il segreto per renderlo ancora pericoloso per la libertà.
Luigi fu re, e la repubblica è stata fondata; la famosa questione che vi impegna è decisa da queste sole parole. Luigi è stato detronizzato per i suoi delitti; Luigi ha denunciato il popolo francese come ribelle e ha chiamato in suo aiuto per castigarlo, le armi dei confratelli tiranni. La vittoria del popolo ha deciso che soltanto lui era ribelle. Luigi non può dunque essere giudicato: è già condannato, o la repubblica non è affatto assolta.
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Specismo e antispecismo nella chiara esposizione di uno dei principali filosofi animalisti italiani. Tratto da 
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Ma non è tutto oro quel che luccica perché la politica di Airbnb ci parla infatti di nuova urbanistica e di modelli di città differenti. Per anni siamo stati abituati ad una politica latente che ha dato mano libera ai privati che hanno saccheggiato liberamente gli spazi urbani. Roma, in tal senso, ne è emblema visto lo strapotere di palazzinari e cricche del mattone: nella Capitale si è rotto il legame tra la comunità degli uomini e la città materiale. I Comuni delegano al privato la soluzione dei problemi sociali, come l’emergenza abitativa, con la conseguenza di speculazioni, sperpero di denaro pubblico e mancata soluzione delle questioni (vedi la creazione dei residence). Le nostre città, più in generale, stanno diventando non/luoghi, eppure la cittadinanza è il pieno dei vissuti e il territorio dovrebbe essere inteso come bene comune. È la fine dell’urbanistica, e dunque la fine della città pubblica.
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