Traggo dal sito Cybersecurity360, un’interessante applicazione della logica aristotelico-medievale agli scenari di crisi e al pensiero digitale.
Il sillogismo classico, infatti, è la base della dimostrazione logica che è anche la prima forma di sicurezza. Ecco perché la logica operativa nella protezione digitale si concentra sul sillogismo disgiuntivo, l’architettura del pensiero digitale, l’anello di congiunzione tra il pensiero umano e la logica booleana, con cui si entra nel territorio del ragionamento per esclusione.
Indice
La logica operativa nella protezione digitale è focalizzata sul sillogismo disgiuntivo ovvero il ragionamento che parte da una serie di alternative.
Escludendo progressivamente quelle false, giunge a una verità necessaria.
Dalle indagini penali alla gestione dei data breach, il metodo dell’esclusione è il cuore di ogni processo decisionale in condizioni di incertezza. Non solo.
Questo stesso schema logico è anche alla base del funzionamento dei sistemi digitali. È il principio che anima la logica booleana, il linguaggio delle macchine.
Ecco come dietro la semplicità apparente (“se non è questo, allora è quello”), si nasconde una potenza strategica formidabile, capace di unire il pensiero umano al calcolo algoritmico.



L’Agenzia americana delle telecomunicazioni (FCC) ha autorizzato la 


Gianfranco ha tradotto un’infografica dedicata alla cura dell’
Possiamo riconquistare la sovranità sulla tecnologia? Sì, ma solo a patto di riconquistare prima la sovranità sull’economia e la politica, andando oltre le favolette fabbricate dal contemporaneo capitalismo tecnologico. 


Arturo di Corinto, La vera storia di Arpanet che NON nacque come progetto militare
by gabriella… ma dalla competizione scientifica con i russi che avevano lanciato lo Sputnik. In questo articolo uscito su Repubblica nel 2017, in occasione del trentennale dello snodo italiano, Arturo di Corinto prova a rimuovere una delle più resistenti semplificazioni giornalistiche sulle origini di Internet.
Internet non è nata come progetto militare. Levatevelo dalla testa. Internet è nata per battere i sovietici nella corsa allo spazio. Come? Collegando fra di loro i migliori scienziati americani e facilitando lo scambio dei dati fra i centri di supercalcolo sparsi negli Stati Uniti.
L’idea fu di Dwight David “Ike” Eisenhower, il presidente americano che da generale aveva guidato lo sbarco in Normandia per sconfiggere i nazisti di Hitler.
Il presidente, preoccupato che l’America perdesse la propria egemonia scientifica, tecnologica, economica e militare dopo il lancio nello spazio dello Sputnik sovietico nel 1957, riunì attorno a sé i migliori cervelli dell’epoca e nominò il rettore del Mit James Killian a capo dell’Arpa, Advanced Project, Research Agency (Agenzia per i progetti di ricerca avanzata) per contrastare il milione di scienziati messi in campo dalla Russia.
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Pochi anni dopo, ma prima che nel 1972 l’Arpa assumesse compiti militari diventando DARPA (Defense Advanced Project, Research Agency), la rete Arpanet, progenitrice di Internet, era già nata.
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