Capire la guerra

Silvano Cacciari, antropologo dell’Università di Firenze, ha appena pubblicato Guerra. Per una nuova antropologia politica.
Il testo esamina in sette capitoli (narrazioni, kill chain e tecnologie della guerra, social media, discorsi politici, fine dell’Università) tutto ciò che oggi produce la guerra, cambiando per sempre le nostre società, trasportandoci in un mondo in cui persino ciò che per secoli è stato il suo contrario, la politica, oggi non ne è l’antidoto ma la continuazione della guerra con altri mezzi.
Di seguito il testo di un’intervista nella quale risponde alle domande un gruppo di lettori del volume appena uscito.
Ė uscito Guerra. Per una nuova antropologia politica,
Per l’occasione, ecco una sintesi di domande fatte dai lettori del libro precedente, La finanza è guerra, e di estratti significativi di Guerra.
Ne è uscita un’intervista sugli scenari aperti dal nuovo testo e una di approfondimento dei concetti che rendono pensabile un mondo in cui la politica è diventata la continuazione della guerra ibrida con altri mezzi.
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Il lavoro tra innovazione e declino
Lezione introduttiva ai problemi del lavoro nella società dell’automazione digitale e dell’intelligenza artificiale. Un focus sui problemi della quarta rivoluzione industriale (Industria 4.0), con affaccio sulla quinta.
Indice
1. Lavoro e competenze nel XXI secolo
2. Intelligenze artificiali e declino del lavoro
2.1 Lo scenario
2.2 Il pianeta dei robot
2.3 The Economist, Bussano all’ufficio proprio accanto al tuo
3. Francesco Daveri, Industria 4.0 e l’impatto sul lavoro
2.1 Riccardo Staglianò, Al posto tuo
2.2 Tutta la città ne parla, Intelligenza artificiale e politica
4. Gig e Sharing Economy
4.1 Gig economy
4.2 Sharing economy
4.3 Carlo Formenti, Abbasso Uber
5. Gli studi umanistici sono strategici nel lavoro del XXI secolo?
6. Esercitazione, Lavoro e società sotto il profilo giuridico e sociale
1. Lavoro e competenze nel XXI secolo
2. Intelligenze artificiali e declino del lavoro
Di Fabio Chiusi. L’articolo è uscito nel 2016 su Valigia Blu.
È un giorno qualunque, nell’era dei robot, e il lavoratore tipo esce di casa per recarsi in ufficio. Le macchine, per strada, si guidano da sole. Il traffico pure: si dirige da sé. Lo sguardo può dunque alzarsi sopra la testa, dove, come ogni giorno, droni consegnano prodotti e generi alimentari di ogni tipo – oggi, per esempio, il pranzo suggerito dal frigorifero “intelligente”.
Sul giornale – quel che ne resta – gli articoli sono firmati da algoritmi. Giunto alla pagina finanziaria, il nostro si abbandona a un sorriso beffardo: il pezzo, scritto da un robot, parla delle transazioni finanziarie compiute, in automatico, da altri algoritmi.
Entrato in fabbrica, poi, l’ipotetico lavoratore di questo futuro (molto) prossimo si trova ancora circondato dall’automazione; per la produzione, ma anche per l’organizzazione, la manutenzione, perfino l’ideazione del prodotto: a dirci cosa piace ai clienti, del resto, sono ancora algoritmi.
Quel che mi resta, pensa ora senza più sorridere, è coordinare robot, o robot che coordinano altri robot. Finché ne avranno bisogno [ed è questo, infatti, lo scenario di Industria 5.0, la quinta rivoluzione industriale che stiamo vivendo (2025) N.d.R].

Le tracce dell’esame di stato
Le tracce ministeriali per i Licei di Scienze umane – LSU.
Tema di Scienze umane
2024/25
La ricerca nelle Scienze umane: possibilità e sviluppi (ricerca)
L’inclusione sociale promotrice dell’essere umano (inclusione, integrazione, empowerment)
Educazione interculturale e cittadinanza attiva nel contesto mondiale (Morin, Freire)
2022/2023
Democrazia, competenze, cittadinanza attiva (Dewey, Bruner)
La scuola luogo di dono (Mauss) (suppl)
La televisione (straord.)
2018/2019

Deprivazione culturale, scuola, emergenze educative
La tecnologia e il cambiamento antropologico (Weber, Bruner) (straord)
L’inclusione nella società complessa (suppl)
Seconda simulazione: L’idea dell’infanzia nella società contemporanea [svolgimento]
Prima simulazione: L’educazione alla democrazia e il ruolo della scuola [svolgimento]
2017/18
Diritti umani e principi democratici
Educazione e istruzione
Inclusione e ruolo della scuola
2016/17

La definizione della cultura nella società di massa (Dewey, McLuhan)
Il senso della lettura (James Clifford, Don Milani) (suppletiva)
Il valore dell’esperienza nel processo educativo e formativo (straordinaria)
AI: protesi cognitiva o Atrofia?
Usata nei processi di apprendimento e come strumento scolastico: l’AI è uno scaffolding, una stampella (Vygotskij), o genera impotenza appresa (Seligman)?
1. La “Zona di Sviluppo Prossimale” dell’AI
Invece di parlare di fabbriche, parla di apprendimento.
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Concetto classico: Lo scaffolding (l’impalcatura) serve al bambino per fare con aiuto ciò che non sa ancora fare da solo, per poi toglierlo gradualmente.
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La sfida dell’AI: L’AI (ChatGPT, ecc.) agisce come uno scaffolding potentissimo (ti fa scrivere una tesi senza saper scrivere).
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Il problema: Se l’impalcatura non viene mai tolta, lo studente non internalizza la competenza. Si passa dall’uso dello strumento alla dipendenza dallo strumento.
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Domanda alla classe: “Se usate l’AI per riassumere un testo, il vostro cervello sta risparmiando energia per fare pensieri più complessi (positivo), o sta smettendo di allenarsi a comprendere (negativo)?”
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2. Lato Psicologico: Il senso di Autoefficacia (Bandura)
Questo tocca la sfera emotiva e motivazionale.
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Concetto: L’autostima scolastica e professionale deriva dal vedere il risultato del proprio sforzo (Agency). “L’ho fatto io, sono capace”.
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La sfida dell’AI: Se il risultato finale (il bel testo, il bel disegno) è generato dalla macchina in 3 secondi, dov’è la soddisfazione?
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Rischio: La sensazione di essere dei “fraudolenti” o l’ansia di non valere nulla senza la macchina. Si rischia di creare una generazione con bassa tolleranza alla frustrazione dell’apprendimento (che è faticoso per definizione).
Sintesi
“La domanda pedagogica è: l’AI sarà la vostra ‘bicicletta per la mente’ (che vi fa andare più veloci, ma pedalate voi) o sarà la vostra ‘sedia a rotelle‘ (che vi porta ovunque, ma i vostri muscoli si atrofizzano)?”
The Wall, La scuola come istituzione disciplinare (o di controllo)
Iniziare ad osservare la realtà sociale, individuare i confini disciplinari e i campi di indagine delle scienze umane, imparare a decifrare testi audiovisivi, con The Wall.
La prima ora di lezione del primo giorno di scuola in un Liceo di Scienze umane.
When we grew up and went to school,
there were certain teachers who would hurt the children anyway they could
by pouring their derision upon anything we did
exposing any weakness however carefully hidden by the kids.Quando crescemmo e andammo a scuola
C’erano insegnanti che avrebbero
fatto del male ai bambini in qualsiasi maniera
Riversando il loro scherno
Su qualunque cosa facessimo
E smascherando ogni debolezza
Seppure noi ragazzi la nascondessimo accuratamenteread more »



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