Testo sintetico con mappe e schemi della lezione su tutto ciò che influenza, favorendolo o ostacolandolo, l’apprendimento scolastico.
Negli ambienti d’apprendimento, come la scuola, si impara in molti modi diversi.
Aspetti consapevoli ed inconsci entrano in gioco nella motivazione, nell’attenzione, nelle convinzioni limitanti, nel rinforzo e in una serie di vincoli e condizionamenti che agiscono attraverso la didattica, la relazione docente-allievo e il clima di classe.
Indice
1. La motivazione ad apprendere
1.1 Le lavagne vuote di Skinner e la motivazione «estrinseca»
1.2 Il disequilibrio cognitivo di Bruner e la motivazione «intrinseca»
1.3 L’autorealizzazione di Maslow
1.3.1 Il desiderio innato di conoscere e la gerarchia dei bisogni
1.3.2 Il paradosso della motivazione: la Legge di Matteo
1.4 La motivazione non è una premessa ma un risultato (non solo individuale, ma del sistema)
1.4.2.1 Il modello svedese
1.4.2.2 Le differenze storiche tra i sistemi educativi svedese e italiano e i punti forza di quello italiano
2. L’analisi dei livelli di aspirazione
2.1 Lo studio di Ferdinand Hoppe su come costruiamo i nostri obiettivi
2.1.1 Susan Harter e il principio di sfida ottimale
2.2 La motivazione al successo e i motivi di chi teme l’insuccesso
3. L’apprendimento negli ambienti d’apprendimento
3.1 L’apprendimento scolastico
3.2 Le difficoltà e i disturbi di apprendimento
4. Il clima di classe e la relazione docente-allievo
4.1 La paura di sbagliare e l’impotenza appresa
4.2 L’effetto Pigmalione
5. I diversi tipi d’apprendimento
5.1 Intelligenza operativa e intelligenza riflessiva
1. La motivazione ad apprendere
Il primo fattore ad influenzare la qualità e la velocità dell’apprendimento è la motivazione, cioè la spinta emotiva, il desiderio di studiare e l’interesse per le discipline scolastiche.
La psicologia ha interpretato la motivazione in modo differente.
Per i comportamentisti e per i cognitivisti essa è essenzialmente un fatto interno all’individuo, una disposizione psicologica, che nasce però in modo diverso.




Tratto da Repubblica del 31 agosto 2025.

Le cure parentali degli elefanti marini sono totalmente delegate alle femmine proprio perché, per la natura poliginica e territoriale della riproduzione, il maschio necessita di impiegare tutte le proprie energie nel monitoraggio dell’harem, nei numerosissimi accoppiamenti, negli scontri fisici con altri maschi e nella scorta delle femmine dalla spiaggia all’acqua e viceversa, per evitare che siano avvicinate da competitori.

Le immagini che scorrono sullo schermo sono spesso ambigue, forse vere forse virtuali: ci è toccato di vedere i bambini affamati di Gaza tendere pentole e scodelle verso gli aiuti alimentari, poi è diventata virale l’immagine di un cineoperatore (complice di Hamas?) che sistemava l’inquadratura come un regista suggerendo ai bambini la posizione più patetica; se chi riprendeva l’operatore era un altro cameraman (influencer trumpiano?), chi ci garantisce che un successivo intervento con la IA (antisemita?) non avrebbe potuto creare e far circolare in rete l’intera scena in campo lungo, accusando implicitamente la propaganda israeliana di aver prezzolato tutti quanti?
La bellissima analisi semiotica dell’immagine di Xi Jin Ping e della parata “nucleare” con cui ha sfidato l’egemonia (che oggi è soprattuto bellica) americana. E’ di Duilio Giammaria per Domani del 4 settembre 2025.
La parola Cina si scrive in due ideogrammi: un rettangolo e una barretta in mezzo che rappresenta il centro e un altro rettangolino composito che indica il concetto di stato sino a comporre Zhongguo [da pronunciare “Gionguo”, nota mia], ovvero Impero di Mezzo, il paese, che ieri come oggi si sente al centro del mondo.
Traggo dal 
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